I cani nella Grecia e nella Roma antiche
Esplora il posto dei cani nei mondi greco e romano, dall'ingresso di una casa di Pompei agli scavi di Vindolanda. Leggi oggetti, testi e tracce di incontri quotidiani. Scopri ruoli di lavoro e compagnia, distinguendo ciò che le prove rivelano da ciò che resta incerto.
Modalità esercitazione
I cani nella Grecia e nella Roma antiche
Domande trattate in questo esame
- Quale descrizione si adatta ai cani nelle società greca e romana?
- Cosa significa l'avvertimento latino CAVE CANEM?
- Dove si trova il mosaico CAVE CANEM della Casa del Poeta Tragico a Pompei?
- Nel suo trattato sulla caccia, quali nomi per cani raccomanda Senofonte?
- Cosa mostra la discussione di Varrone sui guardiani delle greggi?
- Perché Columella preferiva un guardiano del gregge bianco nel suo trattato agricolo?
- Per Columella, a cosa serviva il forte abbaio di un cane da fattoria?
- Gli autori antichi descrivono cani laconici e molossi. Quale supposizione va evitata?
- Come presenta il British Museum la statua del cane Jennings?
- Perché consultare le note di restauro del cane Jennings?
- La stele romana di Helena del Getty raffigura un cane. Cosa resta discusso?
- Che tipo di oggetto è la stele di Helena?
- Quali prove della presenza di cani sono state trovate nel sito romano di Vindolanda?
- Come può essersi conservata un'impronta canina in una tegola di Vindolanda?
- Cosa suggeriscono ossa di cani adulti di taglie diverse a Vindolanda?
- Trovare 171 ossa canine significa necessariamente trovare 171 cani?
- Cosa si trova accanto a un'impronta canina su una tegola di Vindolanda?
- Cosa dimostra direttamente una frattura guarita in un osso canino scavato?
- Nelle descrizioni antiche della caccia, cosa distingue seguire l'odore dall'inseguimento a vista?
- Come leggere oggi un antico manuale sulla gestione dei cani?
